Agile Guitar Learning – Corso Base di Chitarra – seconda puntata: Imparare con “Sprint”

Parto dal presupposto che è chi impara che deve decidere il proprio obbiettivo.

Definito e Condiviso il proprio obbiettivo, andiamo a strutturare il percorso suddividendolo in “Sprint“.

Ogni “Sprint” ha un ben preciso obbiettivo da raggiungere attraverso diversi Step.

Ogni Step corrisponde all’apprendimento di “qualche cosa“. Questo “qualche cos”a può essere un accordo particolarmente complesso, usa scala, un argomento teorico, il tutto finalizzato alla chiusura dello Sprint.

Al termine dello Sprint lo studente è in grado di utilizzare quanto appreso.

Apprendere una nuova tecnica o essere consapevoli di poter affrontare un brano o un particolare passaggio tecnico permette allo studente di analizzare i passi successivi e decidere con la “guida” eventualmente se cambiare o meno lo Sprint successivo.

Una modalità di apprendimento di questo tipo, apparentemente disordinata permette a chi insegna di soddisfare al meglio le esigenze dell’allievo in maniera predittiva (ogni Sprint ha un tempo definito) dando la possibilità all’allievo di ottenere immediati risultati.

 

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Agile Guitar Learning – Corso base di Chitarra – prima puntata

Da ormai più di 10 anni mi occupo di Project Management. Il Project Management è quella disciplina che, attraverso una serie di tools e metodologie organizzate in Framework permette di gestire, organizzare, coordinare e ottimizzare un progetto.

Ho deciso quindi di applicare questa mia decennale esperienza all’apprendimento della chitarra. Come? Beh, partendo da un presupposto, il divertimento dei miei compagni di viaggio.

I tradizionali programmi per l’apprendimento partono dal presupposto che gli obbiettivi vengano prefissati dall’insegnante che è “owner” del “saper suonare”.

Ebbene, quando ho cominciato a suonare la chitarra il mio unico obbiettivo era divertirmi. I corsi all’accademia di musica moderna erano molto “accademici” e strutturati come è giusto e doveroso che sia per una scuola del genere. Il mio obbiettivo era diverso. Abbandonai quei corsi per seguire il divertimento. E cominciai a divertirmi suonando.

Attenzione però! Non sto assolutamente dicendo che un percorso accademico non faccia divertire oppure sia noioso, sto semplicemente dicendo che il percorso dipende dagli

obbiettivi che ci si prefigge. Se il mio obbiettivo è semplicemente quello di divertirmi e non ho nessuna velleità si fare della chitarra un lavoro per il futuro allora forse un percorso accademico non mi serve.

Con Agile Guitar Learning si fissa insieme un traguardo finale ed il percorso viene strutturato in “Sprint“. Ogni Sprint permette di raggiungere un obbiettivo intermedio che possa soddisfare e divertire chi sta imparando. Diversi obbiettivi, diversi percorsi, diverso programma diversi sprint.

Ogni persona ha la sua storia e i suoi desideri. AGL parte da quella storia e da quei desideri per costruire un percorso di apprendimento che permetta di raggiungere i propri obbiettivi.

“Non è mai troppo tardi per la musica, basta volerlo”

Stef

 

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Gli appunti sono importanti

Arriva il momento in cui decidi di mettere a posto la documentazione che hai prodotto e raccolto in tanti anni.

Per questo ho deciso di creare un piccolo compendio con quelle informazioni base che negli anni mi sono servite per andare avanti con lo studio dello strumento.

Poche informazioni rispetto allo scibile disponibile ma non essendo un accademico non mi metto certo a scrivere un trattato di chitarra… Anche perchè non ne sarei neppure in grado.

Ho quindi raccolto in un piccolo volumetto tutto ciò che mi è stato utile quando ho iniziato a suonare e lo metto a disposizione di chi vuole intraprendere il viaggio nella “magia della chitarra”.

 

eccovi la copertina:

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 Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band… 50 anni dopo

Con la passione per i Beatles nel cuore non potevo esimermi dallo scrivere due parole su questo “evento”.

Si perche la pubblicazione di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band più che essere

Cover originale

l’uscita di un album (che ho a casa grazie all’acquisto fatto ai tempi da mia madre) è un evento.

L’errore che spesso i non amanti dei Beatles fanno è considerarli una band che ha fatto del buon Brit Pop. I Beatles sono andati oltre a questo concetto, creando a mio modesto

 

avviso una vera e propria rivoluzione musicale. Quando si parla di Beatles non si dovrebbe pensare alla ribellione stile Stones ma ad una vera e propria rivoluzione musicale.

Per quelli che si definiscono Beatlesiani “del primo periodo” questo sembra essere un album ostico al primo ascolto ma con il tempo si apprezzano le mille sfaccettature della composizione e della ricerca musicale.

  • Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
  • With a Little Help from My Friends
  • Lucy in the Sky with Diamonds
  • Getting Better
  • Fixing a Hole
  • She’s Leaving Home
  • Being for the Benefit of Mr Kite!
  • Within You Without You
  • When I’m Sixty-Four
  • Lovely Rita
  • Good Morning Good Morning
  • Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Reprise)
  • A Day in the Life

Tracce particolari in termini di armonie, al limite della psichedelia si affiancano a brani apparentemente semplici e molto Pop strizzando l’occhio ad un futuro che da li a poco darà origine a tutta la musica che sarà alla base dell’evoluzione discografica degli

 

ultimi 50 anni.

Anche i testi dei brani seguono questa apparente dicotomia spaziando dall’assurdo alla “chiaccherata in amicizia“.

Una cover geniale e delirante che sfrutta anche la leggenda del PID e la moda dei “significati nascosti”, consegna direttamente nelle mani del Mito un album che rimane una pietra miliare nella  ancor oggi moderna.

 

 

Stef

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Ma che lezioni fai?????

“Ma che lezioni sono le tue?”

beh, questa è una domanda che mi hanno posto.

Sinceramente mi sono posto anche io la stessa domanda e la risposta l’ho trovata in quello che definisco il motore della musica. La Passione. Non puoi fare musica senza passione.

Sono cresciuto ascoltando musica ed ho cominciato a suonare da autodidatta. Alcune lezioni nel retro di un negozio in Porta Genova con l’amico Yuri alla batteria, diventano poi membro della prima band. Ai tempi mica c’era internet e gli spartiti andavi a guardarteli di nascosto alle Messaggerie Musicali in centro fino a che qualcuno non ti cacciava. Poi l’esperienza all’accademia di musica moderna con immensi insegnanti. La testa però era al Rock.

La musica ha sempre accompagnato la mia vita anche se, per un periodo di tempo, ho quasi abbandonato la chitarra. La guardavo con nostalgia ma non la prendevo in mano.

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Life – Keyth Richards James Fox

 

Una lunga carriera all’insegna degli eccessi.

La storia del rock raccontata da chi non solo l’ha vissuta ma nè è stato un indiscusso protagonista.

Personalmente ho trovato questo libro appassionante. Un quadro a volte a tinte forti di un periodo che musicalmente e non solo ha cambiato la storia.

Keith descrive la sua passione, i suoi amori, i suoi fallimenti e la sua musica. Le sue descrizioni sono semplici e dirette ricche anche di aneddoti interessanti.

Descrive le sensazioni provate, i sogni e le delusioni tutto sempre accompagnato dalla incessante voglia di musica.

Una descrizione a volte cruda della realtà di quegli anni, della vita delle Rock star ricca di eccessi, droga e alcool.

Una storia la sua innegabilmente incatenata a quella dei Rolling Stones dei quali fa parte sin dalla prima ora.

Come chitarrista è famoso per la sua “accordatura aperta”.

“La bellezza, la maestosità, dell’accordatura aperta in sol su una chitarra elettrica a 5 corde e ci sono solo 3 note. La sequenza è: sol-re-sol-si-re. Certe corde risuonano, quindi, per l’intera canzone tenendo sempre bordone, e dato che sei su un’elettrica, producono un riverbero. Solo tre note, ma grazie a quei doppioni su ottave diverse, la distanza tra note alte e basse è colmata dal suono, con una magnifica risonanza squillante. A forza di suonare con le accordature aperte mi sono reso conto che ci sono un milione di posti dove non devi mettere le dita. Le note ci sono già. Certe corde le puoi lasciare aperte. L’accordatura aperta funziona se riesci ad individuare i punti dove posizionare le dita. E se azzecchi l’accordo giusto, ne puoi sentire un altro sottostante che vibra anche se non lo stai suonando. Eppure c’è! E sfida ogni logica! È là sotto che ti dice: Fottimi!”.

La voglia di fare Blues che spinge Keith e Mick verso la musica non lo abbandona durante tutta la carriera che quando da quel blues si allontana per avvicinare sonorità diverse.

Una coppia che ha creato una alchimia che dura da ormai cinquant’anni e che continua ad emozionare ed emozionarsi.

Ad ogni concerto, ed è una cosa che faccio tuttora di tanto in tanto, mi voltavo e dicevo: “Siamo noi due a fare tutto questo baccano?”

Molte sono state le critiche a questo libro, da alcuni poco apprezzato perchè mostra un ambiente musicale malato, drogato… Beh mostra quell’ambiente com’era ai tempi, senza falsi moralismi.

Un libro che consiglio a chi vuole addentrarsi nel mondo degli Stones.

Stef

 

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“Viviamo come in una favola, convinti che debba durare in eterno…”

qualche giorno fa in questo articolo Vita da artista, stipendio da fame parlavo della situazione di chi vorrebbe vivere di musica.

Ebbene, chi invece ha fatto della musica la sua vita  in un paese come il nostro si trova arrivato alla vecchiaia a…

“Facciamo parte di una categoria atipica. Viviamo come in una favola, convinti che debba durare in eterno. Poi arriva la vecchiaia, niente più lavoro e niente pensione”

beh, leggete l’articolo qui sotto.

Mille musicisti contro la Siae: ridateci l’assegno mensile da 615 euro, per molti quei soldi sono il pane

Fonte: Corriere della sera

Marco Nese

14 maggio 2017

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Ma come si impara?

Ma come si impara a suonare la chitarra? questa è una domanda che mi fece un bimbo durante una manifestazione che si chiama “Pozzi di scienza”. In quell’occasione, tra tutti gli esperimenti scientifici degli amici del Comitato genitori di cui faccio parte, anche io portai una breve lezione di “musica”. In realtà erano giochi (il recinto del ritmo e la scala verso la casa delle note).

Di una cosa mi sono subito reso conto. I bimbi si divertivano e molti si ricordavano la scala e il recinto del ritmo. Quindi l’apprendimento è passato attraverso il divertimento.

Ma torniamo alla chitarra. Ho sempre pensato che la chitarra fosse uno strumento particolare perchè a parte le corde suonate a vuoto, per sentire un suono decente devi un po’ penare. Schiacciare correttamente la corda non è cosa semplice… pressione, punto posizione della mano, del pollice, del dito… insomma prima di sentire il suono giusto passa del tempo.

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Nelle mie corde: la mia attuale scelta per l’acustica

Da un po’ di tempo mi sto dedicando alla chitarra acustica e come per la chitarra elettrica si pone il dilemma delle corde.

Quali usare? La scalatura? Rivestite? Il materiale?

Ormai la scelta è davvero vasta come le fasce di prezzo e comprendere le differenze tra una muta di corde ed un’altra è davvero complesso.

La scelta delle giuste corde è resa ancora più complessa dal fatto che il suono prodotto non dipende solo dalla corda in se stessa ma, ovviamente, dallo strumento su cui vengono montante.

Se monto nella maniera corretta una buona muta di corde su uno strumento ben regolato allora il risultato sarà di sicuro soddisfacente.

Detto ciò, partendo dal presupposto di saper montare correttamente le corde (la cosa non è assolutamente da trascurare) su uno strumento ben regolato,  la scelta della muta diventa molto personale.

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Vita da artista, stipendio da fame: uno su due guadagna meno di 5000 euro l’anno – Repubblica.it

Il rapporto realizzato da Slc Cgil in collaborazione con la Fondazione Di Vittorio. Una platea di oltre 130 mila lavoratori: la metà sono attori.

Sorgente: Vita da artista, stipendio da fame: uno su due guadagna meno di 5000 euro l’anno – Repubblica.it

 

Quante volte vi è capitato di ricevere un “Invito” a suonare in un locale gratuitamente?

“Vieni a suonare da noi, ti fai conoscere poi vediamo. Ah mi raccomando porta un po’ di gente.”

Voglio provare a farlo con un qualunque altro professionista ma non credo sarebbe d’accordo.

Vi è mai capitata una cosa del genere?

Cosa ne pensate?

 

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